L’assassinio a Marsala di Nicoletta Indelicato ci riguarda. Tutti. La “banalità del male” e la “diseducazione sentimentale” avanzano, tragicamente sdoganate dai social. E’ ora di svegliarsi !?

In Sicilia siamo storicamente abituati, purtroppo,  a convivere con la “banalità del male”. Al sopruso, al condizionamento violento ed alle intimidazioni “ambientali” . Del resto, “la lupara labiale” è una invenzione sicula. Sparando un : “minchia che attasso (sfortuna) porta quello/a !? ”. La “voce” parte impietosa ed arbitraria, volando di bocca in bocca. Così, hai fatto fuori e/o marchiato a fuoco per la vita chi ti sta sulle palle. Un regime interrelazionale da sottosviluppati, che negli ultimi 25 anni abbiamo – nostro malgrado- esportato nel mondo. E, con successo, se è stato pure adottato come standard relazionale dai big mondiali (tipo Facebook)  che gestiscono l’universo dei social. Tanto da dare vita ad una forma di realtà parallela permanente che si frequenta, ed a cui si ricorre, quotidianamente. Una grande arma di “distrazione di massa”, di tragica semplificazione del pensiero e dei pensieri , a tutton vantaggio della dominante Finanza liberista internazionale.

Mi piace” o “non mi piace”, è diventata la ragione quotidiana della nostra esistenza. Accettare o no “l’amicizia”. “Mi stai attaccando !?”. “Ti odio !!!” In un nuovo contesto intellettuale e culturale dove gli under 30 non imparano più a scuola (nè in famiglia) la differenza, il significato, l’uso delle parole. Che non corrispondono più nè al loro significato proprio, nè talvolta a concetti concreti della nostra realtà. Così, ci ritroviamo in un mondo scioccamente semplificato, regolato secondo lo stile arboriano-surreale del comico Andy Luotto, con la divisione del mondo in : bbuono,  no bbuono ! Aperto costantemente a qualsiasi possibile ed impensabile soluzione o reazione. Dove le emozioni , le sensazioni e le angosce, sono diventate prioritarie nel meccanismi di funzionamento del nostro cervello, nel guidare la nostra razionale capacità di discernimento. Per cui, è d’uso comune, specie tra gli under 30,  “ la normalità” per cui gli ordinari percorsi di vita quotidiana possano all’improvviso, senza alcuna “ragione“, virare ritrovandosi a seguire l’irreale schema di un videogame.

Ma un omicidio è, sempre,  la cosa più orribile. Disumana. Ed un omicidio per futili motivi, è persino  peggio. Se poi questi futili motivi trovano radici in chiacchiere da “social”, dove ci può scappare pure una parola di troppo (“zoccola”), con l’aggravante del sorgere di possibili puerili rivalità fashion, e/o recriminazioni su un maggiore o minore tasso di fortuna avuta nella vita. Allora siamo al completo !

Stiamo parlando dell’assassinio  di Nicoletta Indelicato , una giovane, bella e tranquilla, ragazza di 25 anni di Marsala. Uccisa in modo , a dir poco, barbaro : pestata con un bastone ed i soliti calci, finita con dodici coltellate, ed infine cosparsa di benzina, bruciata, e seppellita, in modo approssimativo, nei pressi di una vigna.  E dopo morta – seppur involontariamente – la principale notizia giornalistica su di lei è diventata – al punto da soverchiare quella di un cadavere – quella che la ragazza era stata adottata in Romania, insieme al fratello Cristian, da una coppia di docenti (ed anche facoltosi) marsalesi. Quindi per il comune e volgare modo di “sentire” – o meglio l’odierno “strasentire” – le due cose più importanti sono diventate, incosciamente,  che si trattava di  una ragazza :  adottata” e pure rumena. E vale poco che all’origine di questo capovolgimento dell’Informazione vi siano inquirenti irriflessivi – nel senso “leggeri” nel parlare – o incauti concittadini, troppo usi al gratuito e sciocco tono da gossip. Anche perché la notizia è stata poi rilanciata ed ingigantita dal fatto che la complice e  – la molto probabile – basista dell’omicidio premeditato di Nicoletta, è stata la 29enne Margareta Buffa di Marsala, anch’essa una ragazza rumena adottata. Ma non basta : Margareta era pure ultima fidanzata (vero o non vero!?) dell’assassino Carmelo Bonatta, animatore di una comitiva di ballo latino-americano (lui si presentava come maestro di ballo ma nessuno l’ha mai visto insegnare) nel triangolo Marsala-Castelvetrano-Mazara del Vallo. E – sostengono in “modo peloso” i due complici nell’assassinio – il presunto maestro di ballo era stato persino un ex occasionale amante di Nicoletta (!?). Tanto su chi è morto si può dire qualsiasi cosa, perché è difficile essere smentiti.

Di certo , sin’ora c’è, che il nesso e la chiave dell’omicidio è la “realtà parallela” su internet, o per meglio dire la relativa attività parolaia, con gattini di contorno, sui social. Oltre all’ipotesi – si comincia a sussurrare in modo appena accennato –  che sia potuta andare in scena una possibile  emulazione  di fantasiose modalità da riti satanici, rifacendosi ad un luogo nomeato in tal senso nei pressi di dove è stato abbandonato  il cadavere della povera Nicoletta .

E per non farsi mancare niente della loro realtà parallela, dopo il feroce assassinio, i sue complici dopo essersi cambiati d’abito (tra le 01,30 e le 02,00), sono andati a ballare da tarda notte all’alba,  in una discoteca alla moda di Castelvetrano.

Sembra una storiaccia inventata da un fantasioso e mediocre scrittore per far da trama ad un demenziale e disumano videogame. Ma, invece, è una vicenda realmente accaduta. E il conto tragico di questa deriva demenziale l’ha pagata solo la povera Nicoletta, che ignorava di essere sottoposta al giudizio di una squinternata presunta amica (Margareta) e da altri inconsapevoli stupidi ipocriti (le comitive da ballo), perché rumena  bella e molto fortunata.

Dimenticavamo di parlare dell’odierno lievitare del  sentimento negativo dell’invidia, basata spesso sulla strutturazione del nulla, spesso riconducibile a valutazioni puramente patrimoniali ed estetiche, ormai sdoganata sui social, perché  diventata una cosa  di uso ed accettazione comune.

Non siamo moralisti e non siamo abilitati a fare la morale. Ma è legittimo chiedersi :  quando ci si sveglierà da questo sonno collettivo della ragione ? Che non può essere più considerato solo patologico, perché riguarda ormai una significativa maggioranza della popolazione. Che pensa e vive a cazzo. Come si suol dire. Scusate lo slang. Ma quando ce vò, ce vò.

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