Sull’omicidio di “Nicoletta” permangono dubbi e misteri insoluti. Anche le indagini sbrigative, con tanto di omissioni e ritardi, accendono domande che non trovano risposte. Troppi “salti logici” e “buchi neri”.
A sedici giorni dall’omicidio di Nicoletta Indelicato, la 25enne marsalese trovata cadavere in un vigneto di Contrada Sant’Onofrio, taluni elementi misteriosi continuano ad addensarsi attorno all’assasinio della ragazza.
Ad oggi le uniche certezze di questa terribile vicenda sono: che la povera Nicoletta è stata uccisa nel modo più brutale, prima a bastonate e poi con dodici coltellate, ed infine bruciata. Bonetta, 34enne, l’assassino reoconfesso, e Margareta Buffa, 29 anni, amica della vittima, sono accusati entrambi di omicidio ed occultamento di cadavere.
Tutti gli altri elementi sono assolutamente confusi, assomigliando sempre di più a mezze verità. Sono confuse le testimonianze degli assassini: Bonetta si autoaccusa dell’omicidio, mentre la Buffa nega ogni addebito, dando una versione diversa, dicendo che è stato solo il Bonetta. Non sappiamo se davvero è stata uccisa lì dove è stata trovata, non sappiamo perché è stato scelto quel posto, per fare trovare il cadavere e non sappiamo il perché più importante, il movente, il perché Nicoletta è stata uccisa.
Poi, ci sono, alcune altre stranezze, anche sulle indagini, e la prima cosa che, anche banalmente ci si pone è, perché non è stata sequestrata la scena del crimine? Nessuno sa se Nicoletta sia stata trovata in una pozza di sangue, visto che è stata colpita alla giugulare, c’è chi dice di no e allora si avvalora la tesi dell’uccisione avvenuta altrove. E a questo punto, dove è stata uccisa? Tra l’altro questa è una tesi sostenuta anche dallo stesso avvocato della famiglia Indelicato, Giacomo Frazzitta, secondo il quale Nicoletta non è arrivata viva nel luogo dove è stata trovata. Ci siamo andati un po’ tutti, sono andati anche molti cittadini in pellegrinaggio e ormai la scena del crimine è stata sicuramente contaminata.
Altro interrogativo. Perché non è stata sequestrata la cripta nei pressi del luogo del ritrovamento dle cadavere, dove – si dice in paese – vengono celebrati piccoli atti di stregoneria, con lumini, foto bruciate. Sorge spontanea la domanda, perché quella cripta non è stata sequestrata, comunque ?
Ed ancora, proseguendo con le tante domande che l’omicidio di Nicoletta fa scattare. Che fine hanno fatto i cellullari dei tre, quello di Nicoletta di sicuro non è stato trovato. Quei telefoni potrebbero avere già parte se non tutta la verità nascosta nella loro memoria ma anche dare l’indicazione degli spostamenti.
Altri dubbi ancora riguardano i tempi che non sembrano coincidere. Se Nicoletta è uscita di casa intorno alla mezzanotte e Bonetta e Buffa sono già alle due all’Area 14 a ballare, e prima dell’omicidio sono al bar in centro a Marsala, allora l’omicidio è avvenuto subito, il tempo è davvero ristretto per massacrare una persona, darsi una pulita e andare a in discoteca per avere un alibi.
C’è dunque la netta sensazione che sappiamo solo l’1% della verità su quanto accaduto la notte tra il 16 e il 17 marzo a Marsala. Il motivo passionale è quello più facile da vendere ma al quale non crede nessuno perché i due Bonetta e Buffa non stavano insieme e dunque non c’era nessuna gelosia dal punto di vista relazionale. Altra domanda che ci si pone è se davvero un uomo della stazza di Bonetta poteva restare per un tempo stimato addirittura in un’ora e mezza, chiuso nel piccolo bagagliaio della Lancia Ypsilon della Buffa.
Altro elemento che fa accrescere il mistero attorno alla vicenda dell’omicidio di Nicoletta e del quale si parla in città – ma lo riferiscono anche alcune fonti qualificate – riguarderebbe un possibile collegamento con l’incendio che c’è stato nel cantiere di rimessaggio delle barche avvenuto in via Mazara ma anche ad un altro episodio avvenuto a Trapani un mese fa, un incendio di un’autovettura e il collegamento tra tutti questi episodi dovrebbero avere un qualche nesso con la figura di Margareta. Stiamo parlando di rumors incontrollati ed incontrollabili. Di certo c’è che Margareta conosce molta parte della città bene di Marsala . Conosce tanti anziani facoltosi ai quali faceva le pulizie in casa , talvolta compagnia. Se questi gossip arbitrari avessero un minimo di fondamento , bisognerebbe capire come Margareta poteva amministrare il tempo delle sue giornate, visto che ufficialmente lavorava come segretaria in uno studio. Ancora i rumors nei bar di Marsala raccontano Margareta come di una ragazza che spesso andava in giro a chiedere soldi in prestito.
Ancora , c’è da chiedersi se Nicoletta non è stata uccisa lì a Sant’Onofrio dove sarebbe stata uccisa? Una risposta che al di là delle indagini la possono dare soprattutto i due accusati dell’omicidio.
Per le ultime novità sulle indagini si sa che è stato fatto un sopralluogo a casa di Margareta, ma c’è da dire che la Buffa aveva anche in uso un’altra abitazione nel centro di Marsa e non sappiamo se i carabinieri siano andati pure lì . Intanto, l’avvocato Frazzitta legale della famiglia di Nicoletta ha chiesto l’intervento dei RIS di Messina che potrebbero essere determinanti per scoprire elementi oggettivi che possono portare alla verità. “Il luogo e il cadavere ci raccontano una determinata verità – afferma Frazzitta -. Nicoletta è stata portata lì una volta cadavere. Questa vicenda affonda le radici nella parte più oscura della città, ha dei risvolti inquietanti e sorprenderà. Non è un omicidio passionale come alcune trasmissioni tv scandalistiche hanno cercato di accreditare questa pista.
La verità è che a distanza di due settimane la vicenda rimane tutta da svelare. Se ci fosse stato un motivo economico non avrebbe portato all’uccisione di Nicoletta – l’avvocato Frazzitt allude ma ancora non affonda i colpi. Fa capire che i possibili moventi dell’omicidio possano avere radici molto più profonde pescando in un substrato torbido di Marsala e dintorni che ancora non si riescono ad individuare in modo netto. E il luogo del ritrovamento del cadavere di Nicoletta è certamente un luogo torbido. E’ un sito dove , anche nel recente passato pare sia frequentato da improvvisati fattucchieri e da ossessionati da riti satanici, come dimostrerebbe il frequente ritrovamento in questo luogo di candele colorate e profumate , fotografie bruciate e altro armamentario tipico dei cultori di questa materia.
Ancora non abbiamo notizia del telefonino di Nicoletta – conclude l’avv. Frazzitta – Bonetta ha detto che lo aveva la Buffa, e questo telefonino potrebbe aiutare a trovare una verità intera. Dico che siamo all’inizio delle indagini”.
«Io non c’entro nulla con l’omicidio di Nicoletta Indelicato. Anch’io sono stata vittima di Carmelo Bonetta». Ha tenuto a ribadire Margareta Buffa davanti al Gip Riccardo Alcamo, sottoposta a fermo dai carabinieri insieme a Carmelo Bonetta, 34 anni, originario di Termini Imerese, con l’accusa di complicità in omicidio e soppressione di cadavere.
Margareta Buffa, quindi, scarica tutte le responsabilità del delitto sul presunto istruttore di ballo Bonetta, che ha confessato l’omicidio di Nicoletta, 25 anni. Davanti al Gip, Margareta Buffa ha tenuto a puntualizzare di non essere la fidanzata di Bonetta. Pare che la ricostruzione dei movimenti fatta dalla Buffa (prima in un bar del centro di Marsala e poi in auto verso contrada Sant’Onofrio dove è stato ritrovato il cadavere di Nicoletta) coincida, a grandi linee, con quella del Bonetta, ma diverge su taluni particolari fondamentali.
Margareta, infatti, ha dichiarato che Bonetta gli aveva detto che si sarebbe nascosto nel bagagliaio della sua auto, una Lancia Y, soltanto per «fare uno scherzo», ma poi è uscito e ha aggredito ed accoltellato, poi dato fuoco a Nicoletta, mentre lei era sotto choc per quello che stava accadendo. E quindi non era svenuta, come aveva affermato in una prima fase agli inquirenti, prima di chiudersi nel silenzio.
Bonetta, l’omicida reoconfesso, ha specificato che l’auto guidata da Margareta si era fermata proprio nel luogo in cui ha, poi, commesso il delitto. Il motivo? Perché in quel posto, lungo il margine della strada che costeggia contrada Sant’Onofrio c’è un’antica cappella abbandonata scavata nella roccia dove lui sapeva che si compiono riti satanici o messe nere.
Davanti allo stesso magistrato, però, Margareta Buffa ha affermato che si sono fermati in quel luogo perché la sua auto aveva avuto un «guasto». All’interno della cappella, una sorta di monolite accanto al vialetto d’ingresso al vigneto nel quale è stato trovato il cadavere di Nicoletta, in apparenza abbandonata da secoli, i carabinieri hanno ritrovato un leggìo in metallo di recente realizzazione sul quale sono poggiati nove lumini di cera.
Sulle indagini per l’omicidio, aleggiano poi le contraddittorie dichiarazioni dell’assassino Bonetta.
Che, ad un certo punto, ha cercato di giustificare il suo gesto, dichiarando di aver ammazzato la Nicoletta, perché la ragazza lo aveva diffamato, andando a dire in giro in paese che era uno spacciatore. Una versione che però non riesce a convincere gli investigatori, che stanno cercando di scoprire quali sia il reale movente dell’omicidio. Della vicenda ne ha parlato anche il programma di Canale 5, “Pomeriggio 5”, condotto da Barbara D’Urso, in collegamento proprio da Marsala. L’inviata ha svelato che un residente del paese le ha spiegato che Nicoletta avesse prestato un enorme somma di denaro a Margareta, circa 20mila euro, soldi poi bloccati dal padre della vittima, cosa che avrebbe provocato l’ira di Margareta. Un ipotetico movente che era già circolato già nell’immediatezza delal scoperta del cadavere, insiem ad altre possibili moventi (gossip sui social , riti satanici, etc).
Si apprende, infine, dal padre di Nicoletta che circa un mese fa, la giovane avrebbe rilevato un improvviso guasto alla propria macchina : un problema ai freni. Che stando a quanto riferito dal meccanico di fiducia non si era trattato di un normale problema tecnico , ma di una vera e propria manomissione. Il padre della ragazza aveva pensato di denunciare l’episodio all’autorità, ma poi aveva lasciato stare.